Se fuori cadono le foglie, state certi che dentro a sfogliare sono le fette.

Come pagine di un libro piacevolissimo che si sfila, filigrana dopo filigrana, e che finisce velocemente ma non troppo, seguendo l’incedere giusto tra l’assaporare e il farsi desiderare.

Gusti forti dal cuore tenero che scaldano un buffet novembrino, che fanno sorridere per burlesca tradizione e che, seppure affatto leggeri, sanno benissimo come si sdrammatizza una situazione. Donano buonumore per indole congenita e aria di scampagnata anche nelle stagioni in cui al parco si va solo per una passeggiata colorata.
Sono quelli del mangiare rustico, amato da tutti e benvenuto in ogni dove.

Volteggiano su piatti da portata come fossero rossi liquidambar 
un po’ in libera caduta, un po’ in danzante scivolata, 
e si imbellettano, 
mettendosi in posa alla stregua di rose d’autunno 
cui non hanno da invidiar postura, né odore, 
né men che meno sapore.

Sanno sapere di poesia, di eleganza pastorale, a noi il compito di esaltare, a voi quello di apprezzare: bucolici e non agresti siamo soliti andarli ad appellare.

E le foto dei vostri risotti? 
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Tutte le foto delle pietanze sono di MaggiorDomus. Le immagini associate dell’autunno sono tratte da Crush Cul de Sac.