Prendersi cura delle sfilate di Giovanna Guglielmi (Working overtime) è ogni volta una sfida creativa a cui rispondiamo sì con entusiasmo e voglia di crescere.

Se in altre occasioni in cui ci siamo messi a disposizione del suo genio creativo (per esempio qui e qui) ci siamo lasciati ispirare da piatti di strada internazionali o da sapori che profumavano dell’inverno più intenso, questa volta abbiamo lasciato che a condurre le fila del discorso fossero i cibi della tradizione più genuina del nord Italia.

Perché, davanti a certe forme di arte, complesse e sottili, creare una contrapposizione di stili è talvolta il tono di contrasto adatto per aggiungere ulteriore valore allo sfondo.
Ecco allora che le ricette della tavola più semplici, come le polpette fritte o le patate al sugo “in tecia”, se preparate con gli ingredienti giusti e da mani esperte, diventano la scelta perfetta; quella soluzione che si inserisce nel contesto ad hoc, come un menu sofisticato e altisonante non saprebbe fare, perché cigolerebbe di armonia mancata.

Formaggi di malga dal timbro forte, contenitori di terracotta accoglienti e fatti apposta per minestre e zuppe antiche, salumi decisi e da tagliare al coltello.
E allestimenti per l’autunno avanzato, quello caldo che non fa rimpiangere l’estate, aiutato dal rosso acceso del melograno, dall’arancione vivo dei primi agrumi di stagione, dalla schiettezza di tovagliati che ricordano le osterie del territorio più autentiche, e buone.

Tutto per supportare uno spettacolo pensato per appagare gli istinti di bellezza più profondi, prima ancora che per stupire il pianeta del fashion.

Certe cose non vanno davvero mai fiori moda.