Se vai a passeggiare per un bazar, forse non te ne accorgi, ma è un’atmosfera quella che vai cercando. Un crogiolo di vie, idee e suggestioni da respirare prima ancora che guardare o acquistare.

Allo stesso modo, se ti trovi a curare una sfilata di Giovanna Guglielmi (Working overtime), come a noi succede da tempo, non puoi non renderti conto che non stai partecipando ad un evento di moda ma stai lavorando dentro a uno spettacolo creativo.

Gran Bazar Bohemian è stata l’ultima passerella organizzata lo scorso lunedì, a Bologna, presso lo Studio 40 dove, più che offrire cibo, ristoro e qualità per il palato, ci è sembrato di concorrere ad una situazione di semplice quotidianità a colori in cui la stoffa si mescolava con le sfumature, la luce con il portamento e dove la genuinità scivolava nell’aroma di un infuso speziato. E dove il tutto riusciva a raccordarsi grazie a spontaneità e bellezza.

Pietanze saporite, offerte per disporsi in maniera naturale vicino a uno stile di vita contemporaneo che ha la possibilità di fondersi con il tutto ma che per questo non vuole perdere il gusto del momento e di certe tradizioni, precise e inconfondibili.

Tappeti che hanno l’odore di una carne allo spiedo che in qualche giorno ci è di certo scivolata addosso e uncinetti intarsiati simili al gioco che praticano le architetture di alcuni suq: il bello non ha etichetta o separazione, solo riconoscibilità.

Si palesa nel taglio di un abito oppure in un dolce cosparso di sciroppo d’acero e sa incontrarsi, piacersi, unirsi.