Oggi rivolgiamo qualche domanda a Fanco Sparelli, Chef di MaggiorDomus da ben 12 anni.
Vera e propria colonna portante di questa azienda, Franco oggi si racconta per noi.

 

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Come è nato il suo amore per la cucina e quando ha capito che poteva farne un mestiere?
Fin da ragazzino, passavo molto tempo ad aiutare la mamma in cucina, a preparare il pranzo della domenica o ad osservarla quando allestiva la cena. Posso affermare con assoluta certezza che la mia passione per l’arte culinaria abbia qui le sue radici. Qui dove stavo bene, mangiavo bene, qui dove c’era molta curiosità di apprendere. È stato così che ho pensato di farne una professione.

Da quanti anni è lo chef di MaggiorDomus?
Da dodici anni.

Qual è, secondo lei, “il più” di questa azienda che l’ha profondamente legato a lei per così tanti anni?
Penso, anzi ne sono certo, che “il più” di MaggiorDomus sia individuabile nella continua evoluzione che, per me, ha come base la libertà di interpretazione e creazione. Nei dodici anni che sono qui, quest’azienda non si è mai fermata. Non solo eventi, ovviamente, sempre diversi, ma continui cambiamenti, trasformazioni e innovazioni. Per me questo è significato stimolo continuo e noia assente. Ecco perché sono ancora legato a MaggiorDomus.

Che cos’è la creatività ai fornelli per lei?
Creatività ai fornelli è una fusione tra libertà e fantasia. Pensare a due o più ingredienti qualsiasi e unirli in modo ogni volta diverso.

Per quale evento, tra quelli seguiti finora, sente di aver espresso la massima creatività?
Ogni evento ha la sua creatività, grande o piccola che sia. Non ce n’è uno in particolare perché la creatività è bella sempre, l’importante è che non venga a mancare mai.

E qual è stato il più faticoso?
Il ricordo dell’evento più faticoso invece c’è! Si tratta di un ricevimento realizzato nel Comune di Biennio (BS) che penso oggi così non per la mole o il tipo di lavoro svolto, ma per i tempi. Quel giorno mi ero svegliato alle 6.00 del mattino e sono rientrato a casa alle 5.00 del mattino dopo!

Come nasce un menu?
Un menu nasce sempre tenendo bene chiare due necessità: soddisfare il cliente, cioè colui che lo richiede, e arrivare ad essere capito e apprezzato anche da tutti coloro che lo mangeranno. Parliamo, quindi, di molte persone. Attenzione però, non deve essere banale per raggiungere i palati di tutti. Deve essere proprio oggettivamente BUONO! Per riuscire a raggiungere questi obiettivi ci sono alcune “regole” da rispettare: stagionalità dei prodotti, inventiva sempre, tecnica.

Eseguire una cena espressa per tante persone. Qual è la maggiore difficoltà e quale l’aspetto più bello?
La difficoltà più grande per lo chef di un banqueting è adattarsi ogni volta a una cucina diversa. MaggiorDomus è ovviamente organizzata con tutta l’attrezzatura necessaria per cucinare ovunque e con qualità, ma bisogna essere veloci e mentalmente flessibili in ogni circostanza. L’aspetto più bello? Vedere appagate le persone per le quali ho cucinato.

Dove sta approdando, secondo lei, la cucina italiana oggi, momento storico in cui la tradizione riceve molte contaminazioni dalle esperienze culinarie internazionali?
La cucina italiana, forte di una tradizione unica al mondo, è oggi molto influenzata dalle culture culinarie degli altri paesi. Questo, per fortuna o purtroppo, sta portando molte trasformazioni. Personalmente, sono un estimatore della tradizione. Attenta ai cambiamenti, ma forte della sua storia.

Cucinare fa rima con?
Amare

Racconti MaggiorDomus in tre parole.
Professionalità, qualità e buon appetito!

 

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