All’incirca un anno fa, abbiamo intervistato (qui!) Riccardo Rizzi, l’anima del nostro banqueting.
Oggi rivolgiamo qualche domanda a Letizia Galdiolo, l’altra faccia di quella stessa anima chiamata MaggiorDomus e cuore pulsante della creatività di questa azienda.

Insieme a Riccardo, sei l’altra mezza mela dell’universo MaggiorDomus. Tra i mille ruoli che di certo ricopri, qual è quello che preferisci all’interno della tua azienda?
Il mio ruolo all’interno di MaggiorDomus si è definito un po’ per volta. Rivesto la funzione di direttore creativo, se vogliamo rubare un termine alla comunicazione pubblicitaria, occupandomi del lato estetico degli eventi, sia degli allestimenti, sia della presentazione di piatti e buffet. L’aspetto esteriore di un ricevimento è il suo makeup, la cura dei dettagli che suggella l’insieme e, come il buon vino, questo aspetto dell’azienda è andato migliorando negli anni perché è il frutto di continua ricerca. E se sommi la continua ricerca nel tempo crei perspicacia ed esperienza.

Sappiamo che sei l’ideatrice delle serate a scuola di cucina che da qualche anno MaggiorDomus organizza per gli appassionati della buona tavola e del bel ricevere. Che cosa ti ha spinto a progettare questo percorso?
Il percorso di “Mescolando, s’impara”, le serate di cucina organizzate da MaggiorDomus per chiunque voglia imparare a cucinare o migliorarsi ai fornelli, è nato da un mio percorso personale. Mi spiego meglio: qualche anno fa, ero io la partecipante di un corso di cucina specializzato e ad ogni incontro rincasavo equipaggiata di adrenalina e di idee da mettere in pratica. Ho pensato: se questa esperienza carica così tanto me, che sono già del settore, quanto può esaltare chi è un appassionato, ma vive la sua passione da amatoriale? Entrare nelle cucine di MaggiorDomus, condividere pensieri o dubbi con i nostri cuochi, proporre il proprio punto di vista… fantastico! Inoltre, le serate in cucina permettono di conoscerci meglio… di entrare nella zona più intima e vera della nostra azienda, la cucina appunto.

Che cosa significa per te “qualità”?
Quel qualcosa in più che un cliente non si aspetta. L’incanto, l’eccellenza + 1.

Cucire addosso l’evento perfetto a una persona che non si conosce è molto difficile. Come fai a entrare in sintonia con la tua clientela in breve tempo e capire sempre alla perfezione che cosa cerca da MaggiorDomus?
Capire e interpretare i desideri delle persone fino in fondo è la parte più difficile del nostro lavoro. In tutti gli incontri che organizzo con un cliente prima dell’evento, cerco di fare parlare il più possibile chi ho davanti perché, a volte, quello che mi serve si nasconde in una parola soltanto o in un’espressione del viso che va oltre le parole stesse. Mi lascio condurre quasi sempre dalla mia intuizione.

Quali sono i ricevimenti che preferisci e perché.
Amo più di tutti i ricevimenti che ho la possibilità di orchestrare dalla A alla Z. Dagli allestimenti floreali ai filati, dal consiglio sul tipo di musica al vestito di una sposa che si accorda meglio con il menu scelto. Queste sono le situazioni in cui riesco a dare il meglio di me stessa e che giovano anche all’evento: ottimizzazione di tempi, costi, stili.

Ti piace cucinare?
Sì, quando ho tempo; no, quando mi manca.

Descrivi MaggiorDomus in tre parole.
Dinamismo, innovazione, interpretazione.

Descriviti in tre parole.
Onesta, curiosa, perseverante.

Che cosa consigli a una giovane donna che vuole intraprendere la tua carriera oggi?
Le consiglio una sana gavetta, intesa come volontà di esperire, conoscere, imparare.

Famiglia, lavoro, quotidianità: ci sveli il tuo ingrediente segreto per riuscire a fare tutto (bene)?
Non faccio tutto e bene, cerco però di fare tutto con amore e pazienza.

Progetti per il futuro di MaggiorDomus?
In effetti un progetto che bolle in pentola c’è. È una cosa che vivo molto intensamente, pertanto per scaramanzia preferisco non parlarne oggi.

Progetti per il futuro di Letizia? 
Ritagliare più tempo per me stessa e la mia famiglia.