Per dolci da credenza si intendono le preparazioni realizzate senza creme e pertanto conservabili anche fuori dal frigo, su mensole a portata di mano e dentro le vetrine delle madie da cucina. Biscotti di frolla, ciambelloni, crostate alle marmellate, plumcake, strudel, muffins, brownies, tutto ciò che di secco contiene le mandorle, torte madeleine, pasticceria secca di qualsiasi tradizione, e chi più ne ha più ne metta.

Sono i piccoli peccati per eccellenza della stagione invernale, capaci di rincuorare la prima colazione dei mattini un po’ grigi d’autunno e di colmare il piccolo appetito in ogni ora del giorno.

Oltre che nella cucina della nonna (quella che profuma di forno acceso H24 e dove le mani volentieri si allungano, si allungavano e si allungherebbero su torte e biscotti sempre freschi e friabili), i dolci da credenza sono adeguati praticamente in ogni dove.

Sono opportuni sul buffet di un coffee break aziendale, quando è richiesta pasticceria sobria e leggera sia alla vista sia alla digestione, sono consoni per accompagnare un dopocena elegante con vino liquoroso e – perché no – camino acceso, perfetti per un baby party di inizio pomeriggio, per una degustazione, per il tè delle cinque che oltre a sé stesso non vuole troppa confusione.

Sono eleganti nel loro essere presenti senza essere invadenti, non mancano mai neppure sopra le nostre scrivanie da dove accompagnano con aroma caldo e supporto zuccherino il lavoro quotidiano e le giornate che si accorciano, perché non c’è nulla che un sorriso o qualcosa di dolce non possano migliorare!