La voglia di fragola in tavola è direttamente proporzionale alla primavera che da marzo in poi si inoltra inesorabilmente: esponenziale.
Come quando ci piace una sfumatura che non abbiamo mai indossato e iniziamo a farla nostra calzando piccoli accessori aventi quella tinta: un fermaglio, un bracciale, una spilla.

Si comincia da timide ciotole di fragole e limone, nella stessa maniera in cui là fuori sono i fiori bianchi degli alberi più precoci ad aprire le danze, per passare piano, ma senza alcuna fermata, a variazioni sul tema più complesse. Crostate, crostatine, macedonie colorate, giochi alcolici tra semini e perlage fanno eco a strade in climax dove si notano prima le magnolie, poi gli alberi di mandorlo, poi ancora i peschi e i fiori di ciliegio.

Crediamo che il palato vada riabituato piano, con un sapore più forte per volta, proprio come la natura ci fa tornare di nuovo a colori e profumi più intensi con garbo, allenando occhi e olfatti con un certo tatto.

È questo il modo in cui abbiamo attivato la modalità “in fragola” 2014, quella che ora, a marzo, ci fa appena colorare i biscotti di rosa, la stessa che a luglio ci farà servire gelati fucsia sfacciati, addirittura con agrumi siciliani abbinati.