Sono sempre più numerosi i matrimoni di cui ideiamo e curiamo non solo gli allestimenti per il banchetto, ma anche quelli per la location della celebrazione del rito; e se abbellire una chiesa chiama in causa ogni volta tutto il nostro buongusto, migliorare uno spazio che accoglierà un rito civile necessita anche di tutto il nostro ingegno per l’ottimizzazione degli spazi.

Dove è più opportuno collocare le sedie tra le quali sfilerà la sposa? E la corsia bianca? Qualora la funzione fosse all’aperto, la luce come illuminerà lo spazio a disposizione?

I matrimoni con rito civile devono essere organizzati davvero nei minimi dettagli, addirittura con un terzo occhio in più rispetto alla consueta meticolosità. Si tratta di funzioni molto più brevi di quelle celebrate in chiesa, che di solito non superano i 20 minuti di durata, e che pertanto devono essere impeccabili, come fulmini di bellezza rapidi a ciel sereno: colpire e affondare è la prima regola da imparare.

Calcolare i tempi è la seconda grande discriminante. Qualora il rito si svolgesse nella stessa location che ospiterà il ricevimento, bisognerà tenere a mente che non esisteranno attese degli invitati o tempi tecnici da rispettare: tutto dovrà essere calibrato in perfetta sincronia dall’inizio alla fine e non dovranno crearsi momenti vuoti.

Infine, il coordinamento visivo e il fil rouge che dovrà tenere insieme tutta la festa. Lo stile scelto per il rito sarà lo stesso presentato per il ristoro. Una sposa con abito corto e funzione minimale chiederà un servizio snello, composto da pietanze originali, organizzate tra un finger food e qualche momento a placéè, mentre una celebrazione tra la natura esigerà soluzioni più country chic, adeguate sotto ogni aspetto, dalla scelta dei fiori a quella del menu, bucolico e più verace.

L’esito dovrà essere un insieme di armonia continua, senza sbavature di assemblaggio, una storia dal genere definito raccontata con linearità a partire dal “sì” fino al taglio della cake.