Dosi per 4 persone
240 gr di riso vialone nano
250 gr di pere
150 gr formaggio taleggio
Una noce di burro

(Si consiglia di aumentare le dosi a piacere in previsione di sicura richiesta bis al cameriere).

Tagliare a cubetti le pere e spadellarle con il burro.
Prendere metà delle pere spadellate e frullarle.
Iniziare a tostare il riso dopo consueto soffritto e aggiungere la frutta frullata assieme a un pizzico di pepe bianco.

Procedere con la cottura del risotto, irrorando di brodo vegetale per non far mai seccare l’insieme.

Tre/quattro minuti prima della fine della cottura, aggiungere il taleggio e subito dopo la restante metà di pere cotte in precedenza.

Mantecare.

Servire e non avvisare il contadino.

Il formaggio è sempre stato alimento associato alla gastronomia povera, che i nobili utilizzavano solo per fini estetici e di abbellimento, a differenza della pera che invece era espressione dell’effimero in quanto frutto delicato e facilmente deteriorabile che diventava proprio per questo materia prima ambita e adatta, anche simbolicamente, alle mense dei ricchi. 
Dato che tutta la società medievale, fino ad arrivare a quella dell’Ancien régime, era basata sul concetto indiscutibile secondo il quale gli uomini sono diversi e quindi debbono comportarsi, vestirsi e anche mangiare in modo diverso, il formaggio necessitava comunque di essere nobilitato per arrivare nelle tavole dei signori. Da qui nacque l’idea di giustificarlo con le pere creando una coppia che univa due sapori e due stati sociali opposti.


Per scongiurare però una perdita della differenziazione sociale, era necessario che il sapere rimanesse privilegio della nobiltà e divenne fondamentale negare il sapere a chi non è era socialmente degno. In questo preciso momento storico nacque il famoso proverbio che, col passare dei secoli e con l’assottigliarsi delle differenze sociali, ha acquisito un significato più ironico!


Fonte spiegazione del proverbio: Amarantomelograno.blogspot.it

Buon appetito!

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